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L’INCHIESTA
Un film tv in 2 parti
Podotto da Fulvio Lucisano per ITALIAN INTERNATIONAL FILM in collaborazione con RAI FICTION
In onda : RAI UNO nel 2007 - due puntate da 100’ - in data da definire
La versione cinematografica da 120’ destinata anche ai mercati internazionali, è realizzata in presa diretta in lingua inglese.
“L’inchiesta” è il remake del famoso film del 1986 diretto da Damiano Damiani e interpretato da Keith Carradine, Harvey Keitel e Phyllis Logan. Ispirato, come il precedente, a un’idea di Ennio Flaiano e Suso Cecchi d’Amico, il nuovo soggetto è stato scritto da Valerio Massimo Manfredi, archeologo e autore di tantissimi best-seller diffusi in tutto il mondo, (tra cui Alexandros e L’ultima legione) mentre la sceneggiatura porta la firma di Andrea Porporati, già sceneggiatore della Piovra e di tanti altri successi. |
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Sinossi
Anno 35 dell’era volgare. Strani fenomeni celesti, un terremoto, l’oscurarsi del cielo come in un’eclissi, turbano l’imperatore Tiberio. I suoi astrologi lo mettono in guardia: gli auspici indicano che un grande rivolgimento si sta preparando nel mondo: un nuovo regno sta sorgendo ad oriente.
L’imperatore richiama dall’esilio Tito Valerio Tauro. E’ il più grande investigatore di Roma, finito nei guai anni prima per aver scoperto troppe cose sulla morte di Augusto. Per questo Tauro è stato allontanato da Roma, confinato in Germania. Tiberio incarica Tauro di una missione : scoprire la verità sulla condanna a morte di un povero rabbino giudeo, il suo nome è Gesù di Nazareth e si dice che sia risorto dalla morte. Tiberio è convinto che abbia a che vedere con le profezie ed i segni celesti che mesi prima hanno scosso il mondo.
Tauro è uno scettico che crede solo nella ragione, ma in Giudea lo attende una serie di misteri che mettono in dubbio le sue certezze.
A Gerusalemme nulla è come sembra. Il governatore Pilato è un uomo ambiguo, compromesso ed infido. Il suo stesso contatto in quella terra, Vulpes, si rivela una presenza misteriosa e sfuggente.
Addentrandosi nell’inchiesta, Tauro si imbatte in figure diversamente straordinarie come Saul di Tarso, come Simone detto Pietro, come altri uomini, umili o potenti, tutti ossessionati da un’idea di fede che alla mente romana di Tauro appare semplicemente incomprensibile, anzi pericolosa. Un’idea cui resiste con tutte le sue forze. Per lui questo Gesù non può essere che un ciarlatano, un impostore, e la sua presunta resurrezione è un pubblico inganno, volto a sfruttare la credulità di tanta povera gente, come i primi seguaci di Gesù, quasi tutti appartenenti agli strati più umili della popolazione: pescatori, contadini, persino schiavi e le donne che, per il dio dei cristiani, sono uguali agli uomini. Ed è proprio una delle donne che credono in Gesù che alla fine offrirà a Tauro la chiave per portare a termine la missione che l’imperatore gli ha affidato. Si chiama Tabità, non ha nemmeno vent’anni e sarà lei ad insegnare al più scaltro e disincantato investigatore di Roma il segreto dell’amore.
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